Un buon tarp si compra in fretta. Tenderlo in modo che resti davvero asciutto sotto pioggia continua e vento laterale è il vero lavoro.
La maggior parte delle notti che vanno storte non fallisce per il materiale. Fallisce per una linea di colmo che si affloscia, per un angolo dei tiranti troppo piatto o per un tarp montato venti centimetri troppo in alto. Un buon rigging non costa niente se non qualche minuto e un po’ di pratica – e decide se la mattina ti svegli asciutto.
Questa guida non parla di quale tarp comprare, ma di cosa farci quando sei tra due alberi e inizia a gocciolare.
Linea di colmo continua o divisa?
È la prima e la più importante decisione, e determina tutto il resto del montaggio.
La linea di colmo continua (continuous ridgeline) è un’unica linea tesa da albero ad albero. Il tarp ci è appeso con due nodi scorrevoli o con dell’hardware e si può far scorrere avanti e indietro sulla linea.
- A favore: puoi tendere prima la linea e poi tirarci sopra il tarp – sotto la pioggia monti tutto restando all’asciutto. Il tarp si può centrare dopo. E hai sopra di te una linea a cui appendere frontale, calze e asciugamano.
- Contro: una linea continua si abbassa sempre un po’, fisicamente non si può evitare. Ti servono un po’ più di linea e un po’ più di pratica.
La sospensione divisa (split ridgeline) è fatta di due linee separate, ognuna da un angolo del tarp all’albero.
- A favore: il colmo diventa davvero teso, perché niente si abbassa. Più leggera, meno materiale, con il bel tempo si monta più in fretta.
- Contro: niente scorrimento, niente montaggio all’asciutto, niente linea per appendere le cose.
Consiglio: se stai iniziando o sei spesso in giro con il brutto tempo, prendi la sospensione continua. Chi va veloce e leggero e conta sul bel tempo si trova meglio con la versione divisa. Molti alla fine le hanno entrambe nell’armadio e decidono in base alle previsioni.
Tendere bene la linea di colmo
Qui decidono tutto tre cose: altezza, tensione e centratura.
Altezza. La linea di colmo del tarp va circa 20-30 centimetri sopra la ridgeline della tua amaca. Troppo in alto, e la pioggia entra di lato. Troppo in basso, e ci sbatti contro quando ti siedi – e con la condensa il tarp ti gocciola in faccia.
Tensione. La linea deve essere tesa, non “va bene così”. Regola pratica: se la premi al centro con un dito e cede più di due, tre centimetri, è troppo lenta. Una linea di colmo floscia raccoglie acqua, e un tarp con dentro una sacca d’acqua è la via più rapida verso una notte bagnata.
Centratura. Il tarp deve stare centrato sopra l’amaca, non al centro tra gli alberi. Non è la stessa cosa appena gli alberi hanno spessori diversi o il terreno è in pendenza.
Per fissarlo: i nodi Prusik funzionano, non costano niente e tengono. Ma da bagnati si stringono, e con le dita fredde o i guanti sono una fatica. Un hardware in titanio come il Dutch Titanium Wasp risolve proprio questo problema: si usa con una mano, anche quando non senti più le dita. D’estate è comodità. A novembre è la differenza tra due e dieci minuti.
Tiranti: la parte sottovalutata
Sul colmo si discute tanto, sugli angoli si tira via. Eppure sono i tiranti a decidere se il tuo tarp sta fermo nel vento o sbatte.
- Angolo: l’obiettivo è circa 45 gradi rispetto al terreno. Molto più piatto, e il tirante tira il tarp di lato invece di tenderlo. Molto più ripido, e la superficie prende troppo vento.
- Lunghezza: due metri per angolo sono un buono standard. Con meno sei costretto a piantare il picchetto proprio dove c’è il sasso.
- Visibilità: i tiranti riflettenti non sono un gioco. Su un tirante invisibile si inciampa esattamente una volta – e di solito si strappa via il picchetto.
- Tenditore: piccolo hardware come Hookworm o Ringworm sostituisce i nodi. Così di notte ritendi senza dover prima cercare la frontale.
E poi: ritendi. Il silnylon si allunga appena si bagna, con alcuni tarp di diversi centimetri. Chi prima di dormire investe ancora trenta secondi, la mattina ha un tetto più teso.
Tre montaggi che dovresti saper fare
A-Frame. Lo standard: tarp simmetrico sulla linea di colmo, tutti e quattro gli angoli tirati a 45 gradi. Funziona quasi sempre, è veloce, protegge bene. Con questo copri la gran parte delle notti.
Porch Mode. Un lato viene sollevato con dei bastoni, l’altro resta giù. Ottieni uno spazio aperto e coperto davanti per cucinare e stare seduto. Ideale per serate asciutte e senza vento – e subito pessimo quando il vento gira.
Storm Mode. Linea di colmo il più bassa possibile, tarp tirato quasi fino a terra, lato del maltempo completamente chiuso, tiranti corti e tesi. Perdi ogni comodità e guadagni una notte in cui non succede niente. È il montaggio da aver provato una volta all’asciutto – non per la prima volta alle 23 durante una tempesta.
I cinque errori più comuni
- Tarp troppo alto. Sembra arioso, fa entrare la pioggia. Meglio più basso di quanto pensi.
- Linea di colmo troppo lenta. Raccoglie acqua e trasmette ogni movimento al tarp.
- Tiranti troppo piatti. Il motivo più frequente degli angoli che sbattono.
- Niente gocciolatoi. L’acqua scorre lungo la sospensione fin dentro l’amaca. Un pezzetto di cordino, annodato lento intorno alla sospensione, risolve con meno di un grammo.
- Alberi non controllati. Il legno morto sopra di te è l’unica cosa di questa guida che è davvero pericolosa. Guarda sempre in alto prima di tendere qualsiasi cosa.
Quale tarp per quale uso?
In breve, perché qui il punto non è questo:
- Minifly – minimale, per l’estate e per chi conta i grammi. Poca riserva.
- Thunderfly – il tuttofare con le porte. Per tre stagioni la scelta più sensata.
- Superfly – grande superficie, tanta protezione, adatto a inverno e pioggia continua.
- Mountainfly – quando si fa dura e ti serve spazio per l’attrezzatura.
Un Tarp Sleeve, tra l’altro, è l’accessorio più sottovalutato in assoluto: ci arrotoli dentro e fuori il tarp sotto la pioggia senza che il resto si bagni.
Cosa conta alla fine
Il rigging è manualità, non teoria. Non lo impari leggendo questo, ma facendo il tuo montaggio tre volte in giardino finché viene bene – e poi una volta al buio. Dopo ci metti quattro minuti e non ci pensi più.
Se sei all’inizio: linea di colmo continua, A-Frame, 45 gradi, tesa, abbastanza bassa. Con questo superi quasi ogni notte nell’Europa centrale.